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In un momento dell’inaugurazione della mostra NON C’E’ BELLEZZA SENZA GIUSTIZIA della fotografa palermitana Letizia Battaglia, NUOVA GALLERIA CIVICA MONTECCHIO MAGGIORE | 31 maggio – 12 luglio 2015

«Dove si impiega la violenza, l’autorità ha fallito».
Hannah Arendt

«Il mio/nostro lavoro – un non-lavoro – è portare alla luce, fare emergere i non-argomenti delle soggettività pre-potenti, la potenza a priori nascosta dietro l’arroganza del potere con la P maiuscola. Smantellarla. Tra i miei strumenti – comprendere, sviluppare, indirizzare, smontare – l’arma digitale. Depotenziarla dalla distrazione e caricarla di contenuti e di visioni. Di cartucce di pensiero. Renderla ancora più forte e imprendibile. Senza mai trascurare la geografia concreta da una parte, la domesticazione delle masse messa in opera dal Potere mediante la congenita domesticità della nostra intelligenza, dall’altra. Intelligenza oggi più che mai messa in pericolo e sotto controllo dallo stesso mezzo digitale e dalla sua distanza fisica dai territori e dai nostri corpi».
«La mia arma è la cultura. Insubordinata».
Preso da Casa di Cultura C e Report dalla Val Trompia

« […] i non-argomenti delle minoranze pre-potenti e la volgarità uniformante delle masse. Le due cose uccidono le differenze, le persone rivolte al futuro, la molteplicità delle relazioni e del mondo, la moltitudine inquieta, la democrazia dei corpi che vivono l’irriducibilità dei territori. Il nostro lavoro è scalfire l’a-priori per evitare danni a-posteriori. Siamo per la post-potenza, la militanza fondata sul dialogo, la discussione, la conoscenza concreta. Siamo in assemblea permanente con noi stessi. Sempre in ascolto di ciò che arriva da fuori e di ciò che pulsa all’interno».
Preso da About CCC

«La mia arma è la cultura insubordinata, la parola e il corpo in rigorosa coerenza, che non cede di un passo di fronte al nemico e che lo fa piegare con radicale nonviolenza. Chi usurpa i corpi e gli spazi e uccide il nemico, uccide se stesso. Anche come principio di realtà, di riconoscimento. L’umano prepotente non capisce ciò e vive nella sua personale illusoria bolla di realtà – riconosciuta solo dai suoi pari – che può scoppiare da un momento all’altro, trascinando con sé molto di più della sua illusione, creando un ecatombe di morte e di realtà».
Preso da Casa di Cultura C

Mi presento.

Classe 1967. Fisicamente – di base – risiedo a Montecchio Maggiore, paese epicentro di grandi conflitti sociali, territoriali e politici, incrocio di flussi e di culture, oltre che di una meraviglia di geografie perdute, tra le Valli dell’Agno e del Chiampo, ai piedi delle Piccole Dolomiti di Recoaro e dei Monti Berici, sulla linea Torino-Venezia. Il “mitico” –  un falso mito – Nordest. Dove la civiltà occidentale ha ucciso se stessa.

Vivo nel cuore di una regione bellissima, il Veneto, devastata.

Mi sono impegnato e continuo a impegnarmi – mediante pensiero e azioni artistico-civili – su molteplici fronti. Imprescindibili. Eccone alcuni declinati a NCPP.

  • Contro il razzismo (fin dalla giovanissima età, a 13 anni, dopo aver visitato per mia iniziativa Dachau e aver scelto all’esame di terza media, come autore imprescindibile, Primo Levi).
  • Contro l’apartheid (dopo aver militato come critico ed esperto di Dub Poetry nelle fanzine degli anni 80, frequentando i quartieri londinesi di Brixton e Clapham, nel periodo della prigionia di Mandela).
  • Per una difesa non armata (rifiutando senza condizioni – e pagando le conseguenze – il servizio militare obbligatorio, armato, compiuta la maggiore età).
  • Per fermare la grande centrale a idrocarburi di Montecchio Maggiore (Comitato No Alla Centrale e per la Difesa del Territorio, 2002-2004).
  • Per fermare la costruzione della base militare Dal Molin e la deriva militare di Vicenza (No Dal Molin e Tavolo della Consultazione, coordinando l’istanza Fronte della Cultura VICENZA OUT OF UNESCO, 2007-2016, nata dopo l’operazione artistica THE WANDERING CEMETERY, prima grande azione di rete digitale).
  • A favore della Causa Tibetana (durante il sopruso dell’Everest da parte della Cina per inaugurare le Olimpiadi del 2008, coordinando alpinisti da tutto il mondo, con il sostegno di Italia Tibet e del Centro Diritti Umani di Padova per THE SAD SMOKY MOUNTAINS).
  • Contro la Padania e le false identità etno-culturali generatrici di odio tra gruppi di appartenenza (blocco e deriva del Giro della Padania 2011).
  • Per fermare la Superstrada Pedemontana Veneta e lo scempio conseguente della Valle dell’Agno (insieme al Comitato Cittadini di Montecchio, 2010-2016).
  • Per fermare la TAV e difendere la libertà d’opinione (No Tav Val di Susa a fianco di Erri De Luca, 2015, durante il processo di Torino).
  • Per sensibilizzare la cittadinanza contro l’inquinamento dell’acqua, nel drammatico caso dei PFAS nelle Valli dell’Agno e del Chiampo (coordinando il primo Gruppo Mamme e Genitori nato con la Marcia dei Pfiori, 2016-2017, connettendo le molteplici voci del movimento NO PFAS, ideando le Giornate contro i Crimini Ambientali).

Mi sono laureato – a pieni voti – presso la Facoltà di Filosofia a Padova, vecchio ordinamento, primi anni 90, con il compianto Prof. di Biologia Martino Rizzotti, teorico della scienza, fondatore e pensatore dell’UAAR, chiudendo con un lavoro interfacoltà sulla pertinenza del linguaggio metadisciplinare applicato ad un concetto esemplare che attraversa tutti gli ambiti scientifici: l’arroganza della filosofia – di ogni scienza asservita alla prepotenza – si nasconde dietro gli equivoci messi in atto con il linguaggio, con le parole. Percorso di studio e di ricerca ancora in atto.

Come attivista, ho esplorato nel suo nascere la potenzialità delle reti digitali culturali, sia come editore e artista, sia come connettore e costruttore di collettivi. Sono stato direttore-ideatore del FU-intraisass.it, poi iBorderline.net, @periodico digitale [con qualche comparsa su carta] di letteratura, alpinismo e arti visive (dal 1999 al 2013) e di molti altri progetti culturali-esplorativi-artistici, tra cui la Casa di Cultura C [fu Cibernetica],  nata nel 2011, o le recenti spedizioni esplorative: la Zemu Exploratory Expedition K2014-150CAI (Himalaya del Sikkim, spedizione candidata ai Piolets d’Or 2015) e la Huantsan International Expedition 2018 (Cordillera Blanca Perù).

Dal 1999 “lavoro” come libraio-editore-curatore senza fissa dimora, “volante”, in vari luoghi. Mia base è la Libreria La Casa di Giovanni a Montecchio Maggiore, sede del Gruppo di Regia culturale CCC e della Casa Editrice Antersass, tutti progetti e luoghi culturali fondati per divulgare temi di antropologia, impegno civile, geografia culturale, ecologia sociale e “insurrezione” digitale. Dal 2013 la vecchia libreria è chiusa al pubblico e aperta solo su appuntamento, agli amici.

Ho collaborato, discusso e stretto amicizia con molte personalità della cultura nazionale e internazionale, curando e presentando i loro lavori in diverse situazioni, mai convenzionali. Insubordinate.

Tra queste mi piace ricordare:

Luisa Muraro
Letizia Battaglia
Monika Bulaj
Yael Deckelbaum
Liron Meyuhas
Luigi Meneghello
Mario Rigoni Stern
Bepi De Marzi
Antonio Papisca
Franco Michieli
Giovanni Cenacchi
Robert Bilott
Carlos Buhler
Paolo Rumiz
Erri De Luca
Wu Ming 1
Vitaliano Trevisan
Roberto Dani
Vinicio Capossela
Umberto Petrin
Lorenzo Massarotto
Reinhold Messner
e
Fosco Maraini.

Mi sento vicino, affascinato, interessato al pensiero multiculturale di quest’ultimo, a quello teorico-politico di Luisa Muraro, al conflitto ecologico tra Murray Bookchin e Arne Næss, in favore del primo, alle riflessioni/posizioni controeconomiche di Ivan Illich, Serge Latouche, Giorgio Nebbia, agli studi etologici di Konrad Lorenz e dei suoi allievi, alle aperture e alle complicazioni della “rivoluzione” digitale che non ha nomi propri, alle riformulazioni sociopolitiche di Negri-Hardt e ai relativi errori delle lotte italiane dagli anni Settanta ad oggi, alla critica sociale di Noam Chomsky, all’approccio post-metafisico di Richard Rorty, solo per citare alcune grandi personalità che studio continuamente.

Come espressione didascalica/orale di NCPP sto preparando delle riflessioni/conferenze “aperte” Sull’impegno civile frontale partendo dall’Ecologia sociale e della libertà di Bookchin, passando per l’Homo Videns di Giovanni Sartori, le Città ribelli di David Harvey, soffermandomi sull’esempio ecosistemico di Giorgio Nebbia, la metabolizzazione degli errori delle lotte politico-sociali in Italia che emergono dagli scritti di Negri-Hardt, il concetto di Autorità del saggio omonimo della Muraro e le nuove frontiere concettuali aperte dall’era digitale. Il tutto propedeutico a un corso monografico più vasto dal titolo ESAUTORARE L’AUTORITÀ, SCONFIGGERE IL PREPOTERE – L’arroganza della filosofia e l’autorità del pensiero. Verso un’attivismo imprescindibile e contro l’uso prepotente dell’autorità.

Dopo 30 anni di attivismo frontale – sia culturale, sia politico-civile-sociale [la mia prima regia è l’Antibabylon nel biennio 1985-6]  – nel marzo del 2019 ho pubblicato il mio primo libro per Cierre Edizioni – Non torneranno i prati. Storie e cronache esplosive di Pfas e Spannoveneti – dove raccolgo su carta le scritture operative [digitali] e alcuni saggi scritti durante la grande rivolta dell’acqua in Veneto, di cui sono stato e sono ancora la prima linea, insieme a un gruppo straordinario di compagni e di molteplicità.

Poco prima, nel settembre 2018 – come risposta all’Avviso di Garanzia per il “blocco” della Miteni – fatto in modo assolutamente civile, con forza creativa e rigore nonviolento –  fabbrica simbolo dei crimini ambientali – ho fondato PFAS.land – «Più che un movimento, siamo in movimento», Organo di informazione dei gruppi-comitati-associazioni NO PFAS della Regione del Veneto. Che sta facendo tremare la Regione stessa, per la forza degli argomenti e la coerenza delle persone. Attualmente coordino il Comitato di Redazione. Il 13 novembre 2019 è fissata l’udienza di citazione a giudizio, presso il Tribunale di Vicenza, dei Cinque Attivisti No Pfas, “responsabili” del blocco, mentre il 21 ottobre partirà il processo contro la proprietà multinazionale della stessa fabbrica, alla fin fine un ramo della chimica globale che porta al colosso americano DuPont. Nel frattempo la Giunta della Regione Veneto ha annunciato querela nei miei confronti con il Comunicato ufficiale numero 604, per averla accusata di depistaggio e sfiduciato parte dei loro dirigenti, durante una trasmissione Radio RAI, in diretta nazionale. In sintesi, per averli esautorati, mettendo sul piatto dell’ascolto le loro incongruenze e deviazioni dalla corrispondenza dei fatti. Cvd [qui il mio report a posteriori].

+++

Un divertissement biografico, sulle mie librerie di ricerca, legate all’attivismo culturale e sociale, si può leggere qui >> DOCTOR SUVTILIS aka IL LIBRAIO-VOLANTE.

Un divertissement alpinistico, per innescare poesia e immaginario, tratto dalla Via dei Montecchiani Ribelli, si trova qui >> PIÙ MOLOTOV DI COSÌ.

Uno storyboard visuale dei miei lavori più importanti – con parte del mio percorso artistico-concettuale – si trova su www.albertoperuffo.it nella sezione thesis. Nella sezione hypothesis si trovano invece delle curiose note metabiografiche.

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In un momento di riflessione durante la prima Giornata Nazionale contro i Crimini Ambientali – DIFENDIAMO MADRE TERRA – fronte Miteni, Trissino | 22 aprile 2018

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