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Euripide: ELETTRA [Bisogna conoscerli a fondo i fatti prima di avversare, altrimenti perché avversare?]

ARGOMENTI PRELIMINARI A SOSTEGNO DELLA STRATEGIA

A sostegno di una seria e articolata strategia studiata con i vari gruppi NO PFAS, proponiamo da oggi una serie di argomenti brevi, puntuali, precisi, che saranno le armi civili della nostra difesa e del nostro attacco (la “De Bello Civili” con le sue armi-argomenti, tra cui l’aspetto giuridico, sarà dichiarata apertamente con il prossimo intervento) contro coloro che hanno devastato le valli in cui viviamo. Ci saranno tre livelli di lettura, molto semplici: sintesi (meno di 1 minuto), breve esposizione (3/5 minuti), fonti e connessioni culturali (ad libitum). Tutto ciò che sarà scritto – sempre documentato e verificabile – è sotto piena responsabilità dell’autore e della sua casa editrice, che mettono a disposizione (e a rischio) 30 anni di impegno civile e percorsi culturali su vari fronti di ricerca sui territori. Cominciamo con la prima serie di argomenti. Un inizio sperimentale, configurato mediante stimoli documentali e storico-culturali proposti dall’autore in modo graduale e strategico. Inizio da cui prenderemo le misure. Buona lettura e buona belligeranza.

SINTESI

MITENI è il nemico numero uno: dopo l’azienda, in scala progressiva, esiste una scala di corresponsabilità e di inimicizia. Nonostante qualcuno abbia paura di nominare-dichiarare questi nemici del bene comune, perché timorosi che scappino via o non siano puniti secondo giustizia – in primis la MITENI – non deve essere e non sarà così: il parallelismo strategico con il caso MONTEDISON e relative collusioni-omissioni dovrà essere monito e punto fondamentale da cui prendere esempio. Perché accada ciò, la “nostra” imperscrutabile, triste, condizione di SPETTATORI del disastro e del crimine non dovrà più essere tale.

ESPOSIZIONE

MITENI. Innanzi tutto, prendendo in mano i documenti ARPAV¹ datati 11 luglio 2013 e consegnati alle autorità preposte alla nostra sicurezza, qualsiasi essere umano, politico, amministratore, essere senziente dotato di intelligenza, di fronte a valori di cinque-MILIONI-quattrocentoseimila nanogrammi litro (5.406.847 ng/l !!) presso lo «scarico industriale Miteni spa al depuratore di Trissino» avrebbe fatto chiudere subito il colpevole, o perlomeno arginato il malfattore con un sequestro cautelativo degli impianti, ma, ancora prima, avvertito i propri simili – la cittadinanza – dell’acqua che stava per bere. Dico avvertire, non trovare la soluzione. Invece per anni la contaminazione è stata taciuta, fino a quando i cittadini – avvelenati – non sono scesi nelle piazze nel maggio 2016. Gravi responsabilità sono da addebitare perciò non solo ai colpevoli, ma pure a chi ha permesso l’inquinamento e a chi non ha applicato il “principio di precauzione” quando ha avuto i citati inoppugnabili dati in mano. AVVERTIRE. Per SCEGLIERE che acqua bere. Prima che fossero messi filtri efficaci. Memorizzate bene i verbi in maiuscolo. Si deduce dal primo che le responsabilità e le corresponsabilità vanno ora, subito, perseguite fino in fondo. In forma progressiva. Senza riserve.

MONTEDISON. La MITENI va chiusa perché sta facendo lo stesso gioco della Montedison di Marghera quando le multinazionali americane manipolarono l’informazione pubblica dilazionando con tempo meditato – a pillole – la cancerogenità del cloruro di vinile. Era l’11 luglio del 1973 e a Washington nella sede della Manifacturing Chemists Associations i giganti della chimica giocavano il loro sporco gioco sulla pelle degli operai italiani e delle famiglie di Marghera. A conoscenza di ciò – la pratica è la medesima – oggi è più che mai vergognoso, ignobile e perseguibile il negazionismo scientifico del sito Miteni Informa che continua a parlare di mancanza di correlazione certa tra PFAS e patologie. Primo: non dobbiamo fermarci alla cancerogenità (o a un suo grado alto o basso) e alla strategica dilazione epidemiologica: è sufficiente la tossicità per imputare come criminale chi avvelena l’acqua, anche con sostanze non ancora normate. Secondo: figuriamoci se alla tossicità aggiungiamo patologie già accertate, anche se non ancora epidemiologicamente “mature”, come quelle neonatali denunciate dal Direttore della Sanità Mantoan e nascoste dagli Assessori Coletto e Bottacin fino ai primi di gennaio del 2017 (vedi Vvox e Corriere della Sera²), o dagli studi americani – più che maturi – del caso DuPont. Terzo: abbiamo diritto all’acqua pulita, non alla dose giornaliera accettabile/tollerabile e consentita (il TDI dell’EFSA) di PFAS. Consentita da chi? Dalle multinazionali o da Commissioni Europee fondate sull’economia in grande scala? Giammai! Non ripetiamo lo stesso errore di Marghera e non permettiamo le stesse collusioni con la politica e l’economia, a tutti i livelli. Vanno moralmente colpiti (con forme di obiezione civile e boicottaggio che spiegheremo) e giuridicamente perseguiti MITENI, responsabili politici ed economici della Regione del Veneto, tra cui gli Amministratori locali, incauti o collusi, la Confindustria di Vicenza e la Coldiretti, se continuano a tacere, la Provincia di Vicenza senza dubbio, nella veste del suo presidente Achille Variati, assente sulla questione e presente solo per propaganda, autorità che ha il potere di rilasciare l’AIA, l’Autorizzazione Integrata Ambientale, negligenza d’ufficio dell’ente provinciale già denunciata da Luciano Ceretta il 25 ottobre del 1995³, preoccupato che una fabbrica sotto Direttiva Seveso fosse lasciata libera di gestire in proprio, a fondo perduto, sostanze tossiche, mediante nuova concessione prorogata per altri 5 anni. E dopo? Dal 2000 ad oggi? Sarà difficile insabbiare la vergogna. Per questo Sistema Italia/Veneto di cose.

SPETTATORI. Non dobbiamo più essere spettatori del crimine e del disastro. Essendolo stato per troppo tempo, la comunità intera ora deve avere il coraggio – ossia non deve più avere paura – di chiedere e pretendere che la MITENI vada chiusa, anche se si paventa il timore che scappi via. Essa va chiusa in modo coordinato – come già suggerito – subito, per avviare la reale bonifica del sito e ridare speranza a tutta la comunità contaminata e per rimediare senza indugi ad un errore storico compiuto sopra ad una falda acquifera. Si aprirà una Miteni Bonifiche. Di esempio al mondo. Attenzione a questo ulteriore passaggio: la comunità stessa – rea di essere stata per troppo tempo spettatrice – dovrà anticipare le spese immediatamente per poi essere ripagata da chi ha causato il danno. Le cause civili non vanno in prescrizione e neppure quelle penali, se siamo abili e non perdiamo ulteriore tempo. Qualcuno pagherà. Se ci sarà giustizia, la MITENI/ICIG. Nel frattempo i soldi della comunità spettatrice devono essere messi a disposizione perché essi fanno parte della stessa cassa comune, che esiste ed è stata alimentata dal Sistema Veneto/Italia (ovvero sia, Zaia-Galan-Zonin-Marzotto, solo per fare il nome di alcuni protagonisti dell’economia politica locale), cassa che può essere manipolata dagli stessi poteri forti che stanno osteggiando la nostra rivolta. Abbiamo necessità di acqua pulita e di bonifica subito come bene primario per i nostri figli, oltre che come risultato di speranza in una valle dove altrimenti non varrà più la pena vivere. Se non come automi: ossia servi anestetizzati e imbottiti.

Sul fatto di essere spettatori e quindi di dovere pagare lo spettacolo osceno permesso, senza fiatare, almeno come ANTICIPO, ritornerò la prossima volta. Il concetto di spettatori del crimine e del disastro – spettatori che diventano vittime del loro stesso guardare – sarà determinante per l’immaginario collettivo.

FONTI E CONNESSIONI CULTURALI

Note

  1. Protocollo 00750059 inviato alle autorità da ARPAV l’11 luglio 2013. Qui lo screenshot dei dati citati.
  2. L’articolo del 27 dicembre 2016 su Vvox di Marco Milioni e sul Corriere della Sera del 18 gennaio 2017.
  3. Documento emerso durante la Conferenza con Greenpeace a Montecchio il 24 febbraio del 2016, letto pubblicamente grazie alla documentazione fornita da Luciano Panato.

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Connessioni culturali

Su Porto Marghera consigliamo questi 3 volumi, il primo adatto a tutti, soprattutto ai più giovani per efficacia di linguaggio e sintesi della storia.

 

 

 

Sugli spettatori del disastro e dei crimini, un buon indizio di ricerca concettuale e un serio approfondimento su di un caso storico di inquietante “spettacolarità”, consigliamo il seguente volume:

 

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Le immagini di testata sono un richiamo artistico dell’autore su due opere distinte:

[Alberto Peruffo e Giovanni Rubino collaborarono insieme nel 2010 per l’opera-azione IL GRANDE FARDELLO – A Social Container, contro il WTO e le politiche di militarizzazione di Vicenza e dei nostri territori che le due opere sopra citate in parte richiamano. The Wandering, inoltre, si concentra proprio sul “disastro” dello spettacolo, sul “silenzio” degli spettatori e delle vittime]

argo pfas 00 alberto peruffo

Clicca sull’immagine per ingrandirla

 

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Altre connessioni PFAS su:

AGGIORNAMENTI continui sui GRUPPI FB >> Acqua Bene Comune Vicenza e libera dai pfasMamme No Pfas Genitori Attivi Zone Contaminate

ULTIMISSIMA NEWS >> Intervista ai protagonisti del nuovo film THE DEVIL WE KNOW sui disastri della DuPont e dei PFAS C8. Tra le testimonianze, segnaliamo quella dell’avvocato Robert Bilott, presente a Lonigo il 1° ottobre 2017 per aiutarci nella nostra causa >> https://www.democracynow.org/2018/1/23/dupont_vs_the_world_chemical_giant

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alberto_peruffo_CC
Alberto Peruffo | Montecchio Maggiore | VI
ANTERSASS CASA EDITRICE
25 GENNAIO 2018

ARGO INTRO
>> Cosa sono le ARGO. Introduzione + indice

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